giovedì 31 luglio 2014

In partenza

Chi l'avrebbe mai detto?
Un mese in Vietnam con lo zaino. Volo di a/r prenotato e nient'altro.
E cosa mangerò? Dove dormirò? Boh.
E' un bel passo per un'ossessionata del controllo, no?
Io che fino a poco tempo fa programmavo le mie giornate ora per ora. Adesso SCELGO una vacanza di questo tipo. Ancora non ci credo, mi sembra impossibile.
Ovviamente Mosè sarà con me perché -diciamocelo- va bene non programmare, va bene non ossessionarsi, va bene tutto, ma da sola non so se ne sarei capace.
Lui è il mio più grande amico ed alleato.



lunedì 21 luglio 2014

Crisi di pianto

Oggi mi ha preso così.
Sono in sintonia con il tempo. Piove. Piango.
Mi sento così sola.
Mi sento così stupida.
E' la terza estate di fila che vado in ferie dicendo "quando torno cambio lavoro".
Ne ho un po' le palle piene.
Non capisco se sono io ad essere sfigata, o se semplicemente sono io.
Forse tutte e due.
Ma non so come uscirne.
Non so davvero cosa fare.

giovedì 17 luglio 2014

Per esperienza personale



Non mi chiedo mai come ho fatto a finirci dentro.
Mi domando spesso, però, come ho fatto a tirarmi fuori da quella merda in cui ho sguazzato 15 anni.
15 anni tra alti e bassi.
15 anni tra chili presi e persi.
15 anni a volermi male.
15 anni a non darmi mai ascolto.
15 anni ad aver paura.
15 anni a fingere di essere la più forte del mondo.
Come ho fatto a salvarmi?
Personalmente mi sono salvata da sola. O forse dovrei dire da single.
Lo dico perché per molte può sembrare banale ma per una che ha sempre avuto il fidanzato dall’età di 16 anni, non lo è.
Non è sempre stato lo stesso.
Ma tra uno e l’altro non è mai passato più di un mese.
2 anni da single, un doloroso lavoro con la psicologa ed un faticosa ripresa fisica.
Non so quale delle tre cose sia stata peggiore.
Non so se fosse peggio uscire in lacrime ogni volta dalla psicologa, oppure addormentarsi la sera da sola, o svegliarsi sempre sola, oppure accettare di mangiare carboidrati e di vedere quel maledetto peso salire.
A tratti mi dicevo che era tutto inutile.
A tratti mi dicevo che non sarebbe cambiato nulla. Mi sarei solo ritrovata grassa.
Ho tentato, lo ammetto, più volte di buttarmi tra le braccia di qualche uomo.
Ma alla fine ho fatto tutto da sola, come sempre.
Dopo 2 anni da single, ho conosciuto il mio attuale marito.
Dopo 5 anni di psicoterapia, ho deciso di andare avanti da sola.
Dopo aver preso 10 chili, ho imparato a cucinare.
E mi chiedo sempre perché nessuno racconta di cosa ci sia “dopo”.
Ma perché un dopo non esiste, ma esiste un percorso, una crescita.
Esistono esperimenti, consapevolezze, desideri, esiste banalmente la vita che scorre e va avanti.
Ed è meraviglioso.
Garantisco.
Provare per credere.




lunedì 14 luglio 2014

Lunedì

I fine settimana scorrono via sempre troppo veloci, e questo mi fa capire quanto sia lontana dalla malattia. 
Il weekend è sempre stato dedicato alla malattia ed il venerdì sera spesso era il momento più brutto perchè avrei avuto davanti a me 48 ore di vuoto che avrei colmato solo con i sintomi.
Invece ora, il momento più brutto è sempre la domenica sera perchè il tempo libero è sempre troppo poco, i weekend in cui posso gestire e decidere del mio tempo sempre troppo brevi.
Per il resto della settimana mi sento dentro a un frullatore, mi sento di non poter scegliere e decidere del mio tempo. E' proprio come quando passavo i weekend a mangiare e vomitare.
Che schiavitù.

mercoledì 2 luglio 2014

Chiedimi se sono felice

Incontro persone, vedo gente, tutti sorridono, parlano, ma io mi domando "saranno felici?".
Che domanda stupida, diceva mia madre. Eppure io ho continuato a chiedermelo.
E poi cos'è la felicità? Si misura? Sono attimi o è uno stile di vita?
Non lo so. A volte vorrei che qualcuno me lo spiegasse. Che non stesse lì a dirmi che ha un buon lavoro, che guadagna bene, che ha trovato una brava persona, che ha fatto 2 figli, che ha una bella casa, che quest'anno va in vacanza alle Maldive.
Fin da piccola mi hanno detto che ero fortunata. Fortunata perchè sono nata da due genitori che si volevano e si vogliono ancora bene, che non si sono separati e che hanno fatto tanti sacrifici per me. Mi hanno sempre detto che ero fortunata perchè vivevo a Milano, nella Milano della moda e degli affari. Mi hanno sempre detto che ero fortunata perchè grazie ai sacrifici dei miei genitori, ho potuto studiare e frequentare l'università senza dover lavorare.
Eppure io così fortunata non mi sono mai sentita.
Sono sempre stata troppo bassa e troppo grassa.
Sono sempre stata troppo sensibile e troppo onesta.
Sono sempre stata troppo inadeguata e troppo sbagliata.
Sputi nel piatto dove mangi, mi diceva mia madre. E' così che ho iniziato a rifiutare quel piatto.
Io non ci sputo dentro, ma mangiatelo tu.
Questa è la tua vita, non la mia.
Questo è ciò che volevi tu, per te stessa ed hai pensato di "riscattarti" tramite me, facendomi fare quello che tu non hai potuto fare. Mi dispiace per te, mi dispiace davvero, ma io avrei tanto voluto vivere la mia vita e non la tua.
Oggi ho 36 anni e le cose sono andate come dovevano, come potevano.
Incontro persone, vedo gente, tutti sorridono, io sorrido, parlano ed io ascolto. Ma mi domando "sono felice?".