lunedì 16 giugno 2014

Ho paura di dimenticare

Mi ricordo quando sentivo che qualcosa era cambiato e che lentamente ma irrevocabilmente mi stavo allontanando dalla malattia.
E ricordo che allora digiunavo qualche giorno, o mi mettevo le dita in gola, così tanto per non dimenticare. Così tanto per dimostrarmi che se avessi voluto, sarei potuta tornare indietro.
Oggi non ne sarei più capace. Ho dimenticato come si digiuna, ho dimenticato persino il mio corpo 10 o 15 chili fa.
A volte mi guardo e non mi trovo né grassa, né magra, però in forma, non male insomma. E allora cerco di ricordare come poteva essere il mio corpo con 10 chili in meno, ma non me lo ricordo, forse l’ho dimenticato.
E ho anche dimenticato cosa significhi fare sport non per il piacere di farlo, ma per dover bruciare calorie.
Ho dimenticato la sofferenza della rinuncia, ho dimenticato la pancia che brontola ed i dolori per l’abuso di lassativi.
Ogni tanto guardo le mie cicatrici, ma dubito sarei in grado di procurarmene altre.
E per carità, capiamoci, non che mi dispiaccia aver dimenticato come umiliarmi o farmi male, anzi. Però questo mi fa riflettere, perché credo che ci siano cose che è giusto dimenticare ed a un certo punto lasciare andare, ma ce ne sono altre, che non si possono dimenticare.
Non bisogna mai dimenticarsi di vivere e di vivere intensamente, di provare ad essere felici, sempre.
Bisogna allenarsi all’ottimismo, alla positività, alla gioia anche quando va tutto male.
Bisogna crederci sempre, non arrendersi mai, non dimenticare mai che dobbiamo cercare la nostra felicità, la nostra voglia di vivere.
A volte mi dimentico di sorridere, mi dimentico che tutto cambia, tutto evolve, tutto si modifica.
A volte mi dimentico di mettermi al centro del mio mondo, di volermi bene e di proteggermi.
A volte mi dimentico di credere in me stessa, di pensare con la mia testa, di fregarmene del giudizio altrui, di andare avanti per la mia strada a testa alta.
Ecco, ho paura di dimenticare questo, non di certo come si digiuna o come ci si ossessiona con la bilancia.
Ho paura di aver paura. Ho paura di non avere più coraggio, forza e volontà per inseguire ciò in cui credo anche se non sembra così facile da raggiungere.
Ho paura di accontentarmi e di farmi andare bene una mezza vita.
Ho lottato tanto per uscire dalla malattia e riprendermi la mia vita, che ora ho paura di dimenticare tutta la fatica, tutti i sacrifici e tutta la determinazione che ci ho messo.
Ho paura di dimenticare quanto mi sia costato e rinunciare a vivere solo per non dover più provare quell’amarezza o quella delusione davanti alle cose che non mi piacciono.
Non ho più la coperta di Linus della malattia, ma ho paura di crearmene altre pur di non affrontare il dolore.


6 commenti:

  1. Ciao, il tuo blog dimostra tanto coraggio e tanta riflessività. Sei stata molto forte, e sono certa che anche le paure aiutano: aiutano a ricordarci che dobbiamo lottare sempre, che con la costanza e la determinazione si superano le difficoltà e si ricomincia a vivere. A presto!

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  2. Personalmente credo
    che tu non dimenticherai mai queste nuove cose.
    Ciò che puoi prevedere si può prevenire.
    Tu hai il terrore di dimenticare perchè sai cosa vuol dire vivere senza questa spinta vitale. Ma non potrai mai tornare indietro.
    Primo, perchè sei una persona diversa. Hai constatato già che i kg non sono più gli stessi. Non vanno via come mosche. C'è molta più responsabilità dietro.
    In secondo luogo se farai errori ne farai di nuovi. Hai maturato troppe consapevolezze per abbandonarti ancora alle stesse false promesse.

    Mi ha colpitto l'ultima frase: "ho paura di crearmi un'altra copertina di Linus pur di non affrontare il dolore". A me sembra più che sei spaventata di vedere il dolore diradarsi. Di perdere gli appigli dannosi in cui però avevi fatto nicchia.
    Hai ancora la mentalità di "sopravvivenza al dolore", di trovare uno scudo, una copertina di linus. Ma sei sicura di averne ancora bisogno?

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    1. Se io ne abbia ancora bisogno non lo so. Quello che so è è che hai ragione, ho ancora la mentalità di "sopravvivenza al dolore". Provare dolore, affrontare l'amarezza, la delusione mi ha ancora paura. Non lo nego.

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  3. Io penso che niente si possa veramente dimenticare, che se davvero lo volessi il modo per tornare indietro lo troveresti sempre... però, penso anche che si possa andare avanti, e sapere che quello che facevi non lo farai comunque più, non perchè lo dimentichi, ma semplicemente perchè non hai più bisogno di farlo.
    Non si se in futuro avrai altre coperte di Linus, ma credo che in ogni caso avrai maturato quella consapevolezza che ti consentirà di riconoscerle come tali, e ti lascerà dunque la possibilità di scegliere cosa vuoi fare, per te stessa e per la tua vita.

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  4. Ciao. È la prima volta che arrivo nel tuo blog, e leggo questo post... ho i brividi, quanta forza, quante battaglie e quanto coraggio ci sono in queste parole... il passato fa paura si, però non caderci. Non sai cosa ti aspetta nel futuro, magari proprio quello di cui hai bisogno. E dopo tutto lo sforzo, la forza di volontà che hai messo nell' abbandonare le vecchie abitudini, non tornare indietro. Coraggio.
    Ti seguo
    Pulce

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    1. La verità sai qual è? E' che dopo che sei andato così avanti, tornare indietro non è possibile. Non è più possibile. E così non ti resta che andare avanti.
      A volte non è facile, ma non lo metto mai in discussione davvero.
      Ciao!

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