mercoledì 12 febbraio 2014

fame/sazietà

Non ho mai chiuso - definitivamente - con qualcuno o qualcosa.

Preferisco non iniziare neanche, ma se inizio difficilmente poi smetto.
O magari a volte prendo delle pause, ma non sono capace di chiudere sul serio. Né nel bene, né nel male.

E' come se nella vita, così come nel cibo, avessi perso il senso di fame e sazietà.

Non mangio mai, ma se inizio, non so più fermarmi.

Bè, sapete cosa c'è di nuovo?
C'è che nella vita si può imparare. Di nuovo.
Si può cambiare.
Basta volerlo e non arrendersi mai.

Insomma....

Ho messo via un po' di legnate,
i segni, quelli, non si può,
che non è il male né la botta
ma, purtroppo, è il livido


3 commenti:

  1. "Mi sa che è questo il mio limite: mi mancano le conclusioni, nel senso che ho l'impressione che niente finisca mai veramente. Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, le piccole meschinità che mi hanno avvelenato il fegato, tutte le cose a cui ancora penso, le storie d'amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere, ma sono pieno di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi. Colpa della memoria, che congela e scongela in automatico rallentando la digestione della vita e ti fa sentire solissimo nei momenti più impensati."
    Mi hai ricordato questa frase. E porca miseria, è proprio così che mi sento, a volte.

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    1. E' bellissima. Ed anch'io mi sento così, a volte. Cavolo sì!

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  2. Non c'è niente di più vero di quando affermi che nella vita si può cambiare e si può imparare tanto, e basta solo volero. Ho provato più volte ed in più occasioni sulla mia pelle che è effettivamente così.
    Forse non si smette mai veramente con niente... però si va avanti, e tutto si modifica utilizzandoci come matrice, e cambiando insieme a noi.

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