martedì 18 febbraio 2014

Dolore

Tra una botta che prendo
e una botta che do 
tra un amico che perdo
e un amico che avrò 
che se cado una volta
una volta cadrò 
e da terra, da lì m'alzerò


Mica è facile prendere botte e rialzarsi.
Ci vuole allenamento e grande forza interiore.
Ma qualche anno fa ho deciso di provarci, di non nascondermi più dietro la malattia.
L’anoressia, per me, è sempre stata una “droga”, un modo per non pensare e non affrontare ciò che davvero mi faceva male.
Non avevo tempo, perché tutto il mio tempo era dedicato alla malattia.
Giornate intere a calcolare calorie, a pensare al cibo, a programmare ogni singola briciola che mettevo in bocca, a simulare davanti agli altri, ad evitare che qualcuno vedesse. E poi ore passate allo specchio, a prendere misure, per non parlare poi del tempo perso a mangiare e vomitare.
Lo so che può sembrare un paradosso, ma l’anoressia riempie.
Almeno per me è sempre stato così.
Ora ho scelto di farne a meno e ci sono periodi, come questo, che non so come fare a calmare il dolore che sento.
Non ho nessun angolo dove nascondermi, non ho niente con cui distrarmi. Nessuna droga che ovatti, che attutisca, che mi obblighi a pensare ad altro.

E fa male.

6 commenti:

  1. Ti sono vicina, davvero.. mi rispecchio in molte cose che dici. Le abitudini, per quanto sbagliate, danno sicurezza, perchè le conosciamo. E perderle è fin troppo difficile, è destabilizzante, ci fa sentire smarrite e indifese..

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  2. Per me invece l'anoressia è stata uno dei tanti modi che applicavo perchè avevo bisogno di sentire che avevo il controllo su tutto, su ogni singolo aspetto della mia vita.
    Ma, del resto, l'anoressia è una sorta di "coperta di Linus" universale che ognuna di noi usa per coprire problematiche diverse.
    E' vero, si cade e ci si rialza. Ma lotta, la lotta che intendiamo, non è questa. La lotta che intendiamo è la quotidiana accettazione della nostra bellezza disarmonica contro mille e poi mille resistenze. È la corsa forsennata verso farfalle che non si lasciano acchiappare. Tra pietre e farfalle, pur di avere “qualcosa subito”, si possono raccogliere pietre all’infinito, vincolarsi all'anoressia e così riempirsi di immobilità e di morte all’infinito, infondo sono più accessibili, non volano via, sono molto più rassicuranti. Ma la vita è qualcosa che sguiscia, che vuole essere inseguita, è qualcosa di leggero e fragile, solo sfiorarle un’ala può comportare la fine del suo volo. Eppure l'anoressia non riempie mai veramente. Lascia un vuoto simile al buco allo stomaco.
    Credo che sia la vita ciò di cui si ha fame.

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  3. Io non sono mai stata anoressica, ma il pensiero fisso di calorie, numeri, alimenti, cibi, diari alimentari, restrizioni eccetera eccetera è sempre stata una costante della mia vita da che io ne abbia ricordo... Hai ragione, bisogna essere allenate. Alle botte. Alla vita. A tutto. Palestra perpetua...

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  4. Ecco quello è il problema. LA PERDITA DEL SENSO DI SÉ. Ecco perché non riusciamo a staccarci, nemmeno di fronte all'evidente dolore-perché senza saremmo istantaneamente investite da un vuoto che ci ucciderebbe.
    Tuttavia quanto si può sopravvivere dentro ad una malattia del genere?

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    1. Bella domanda. La risposta non ce l'ho.
      Però mi hai fatto venire in mente una cosa... sai, tutte le volte che il mio peso scendeva tanto (troppo) mi sentivo dire "sai che di anoressia si muore". Ti giuro che in quei momenti ho sempre pensato "sì, però cazzo si sopravvive anche".
      E credo che il vero dramma sia proprio questo. A lungo andare ti "accontenti" di sopravvivere. Non lo fai consciamente ovviamente, però è come se rimanessi dentro ad un limbo.
      Da una parte non sei morta.
      Ma dall'altra non stai neanche vivendo.

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  5. Pero' sono periodi, arrivano e se ne vanno, e quando ne esci probabilmente ti senti come se ti fosse passato sopra un treno, ma allo stesso tempo non puoi ignorare quanta forza hai avuto nell'affrontare quel dolore senza fuggirlo...solo così imparerai a portarlo dentro di te, fino a quando un giorno ti accorgerai che non ti sara' piu' d'impaccio.

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