martedì 18 febbraio 2014

Dolore

Tra una botta che prendo
e una botta che do 
tra un amico che perdo
e un amico che avrò 
che se cado una volta
una volta cadrò 
e da terra, da lì m'alzerò


Mica è facile prendere botte e rialzarsi.
Ci vuole allenamento e grande forza interiore.
Ma qualche anno fa ho deciso di provarci, di non nascondermi più dietro la malattia.
L’anoressia, per me, è sempre stata una “droga”, un modo per non pensare e non affrontare ciò che davvero mi faceva male.
Non avevo tempo, perché tutto il mio tempo era dedicato alla malattia.
Giornate intere a calcolare calorie, a pensare al cibo, a programmare ogni singola briciola che mettevo in bocca, a simulare davanti agli altri, ad evitare che qualcuno vedesse. E poi ore passate allo specchio, a prendere misure, per non parlare poi del tempo perso a mangiare e vomitare.
Lo so che può sembrare un paradosso, ma l’anoressia riempie.
Almeno per me è sempre stato così.
Ora ho scelto di farne a meno e ci sono periodi, come questo, che non so come fare a calmare il dolore che sento.
Non ho nessun angolo dove nascondermi, non ho niente con cui distrarmi. Nessuna droga che ovatti, che attutisca, che mi obblighi a pensare ad altro.

E fa male.

mercoledì 12 febbraio 2014

fame/sazietà

Non ho mai chiuso - definitivamente - con qualcuno o qualcosa.

Preferisco non iniziare neanche, ma se inizio difficilmente poi smetto.
O magari a volte prendo delle pause, ma non sono capace di chiudere sul serio. Né nel bene, né nel male.

E' come se nella vita, così come nel cibo, avessi perso il senso di fame e sazietà.

Non mangio mai, ma se inizio, non so più fermarmi.

Bè, sapete cosa c'è di nuovo?
C'è che nella vita si può imparare. Di nuovo.
Si può cambiare.
Basta volerlo e non arrendersi mai.

Insomma....

Ho messo via un po' di legnate,
i segni, quelli, non si può,
che non è il male né la botta
ma, purtroppo, è il livido